Neorealismo e Alberto Moravia: riassunto di letteratura italiana

Appunto inviato da luciaroamaniello Voto 7

Il periodo storico e descrizione della tecnica del Neorealismo, breve biografia di Alberto Moravia e le sue principali opere con particolare attenzione alla sua opinione nei confronti della società di massa tipica del secondo novecento (2 pagine formato doc)

NEOREALISMO E ALBERTO MORAVIA: RIASSUNTO DI LETTERATURA ITALIANA

Italiano – Neorealismo: Alberto Moravia. In Italia, dopo i primi tentativi negli anni Venti con Svevo, Pirandello e Tozzi, la piena affermazione del romanzo si ha negli anni Trenta. Nel ventennio fra il 1935 e il 1955 il romanzo diventa il genere artistico per eccellenza, quello tipico di una società di massa. In Italia, come in Europa, vi è un pullulare di letterati che scrivono romanzi di vario genere. In questo periodo si distinguono quattro correnti della narrativa italiana:
1.    Il romanzo fra classicismo e tradizione moderna;
2.    Il romanzo di fantasia e di invenzione surreale;
3.    Il romanzo Solariano;
4.    Il nuovo realismo, che comprende la narrativa meridionalistica, il realismo borghese e il Neorealismo postbellico. Negli anni del Neorealismo si ha anche la fioritura della memorialistica.

Neorealismo e Alberto Moravia: tesina

 

ALBERTO MORAVIA OPERE

Il quarto tipo, quello del nuovo realismo, è il più complesso. Vi rientra un filone di narrativa meridionalistica, che riprende come modello Verga. Un altro filone di nuovo realismo è quello del realismo borghese che si muove fra esistenzialismo e denuncia sociale. Nel Neorealismo si possono distinguere due momenti: il Neorealismo degli anni Trenta, sorto in pieno periodo fascista, e quello, più cospicuo, che si svolge dopo la seconda Guerra Mondiale. Il Neorealismo sembrò un ritorno al Verismo di fine Ottocento, ma fu tale solo apparentemente.

Neorealismo: riassunto

 

MORAVIA: GLI INDIFFERENTI

Un esponente autorevole è Alberto Moravia con i primi romanzi “Gli Indifferenti” e “Agostino”. Alberto Moravia nasce a Roma nel 1907 da una ricca famiglia borghese. Terminati gli studi ginnasiali intraprende da autodidatta la carriera di narratore, pubblicando a soli 22 anni uno dei suoi più grandi capolavori: “Gli indifferenti”. Egli resterà al di fuori delle correnti allora in voga nella letteratura italiana, e in particolare restando estraneo alla cosiddetta “prosa d’arte”. Moravia si riallaccia indubbiamente a quel filone della narrativa italiana novecentesca, che va da Svevo a Tozzi, non solo per la costante analisi del tipo umano dell’inetto, che tante volte appare nelle sue opere narrative, ma soprattutto perché interpreta la crisi della coscienza moderna. Il merito di Moravia moralista è quello di avere indicato realisticamente il dramma esistenziale del borghese moderno, chiuso e vittima della sua stessa alienazione. La società borghese ha ormai smarrito ogni traccia di valori metafisici e quelli materiali si sono limitati al sesso e al denaro, anzi al possesso nel senso più lato della parola ed è impossibile ogni rapporto autentico tra gli uomini. Pertanto l’umanità per Moravia appare cupa e desolata, difficilmente recuperabile attraverso valori a cui nessuno crede, e che anzi tutti hanno cercato di mistificare in una vita ipocrita, falsa, non autentica; è per questo che la produzione moraviana è stata giudicata dalla critica come quella più autenticamente neorealistica. L’intera produzione presenta dei punti in comune:
-    Analisi critica della società borghese;
-    Lucido razionalismo e impetuoso sarcasmo;
-    Tutti i romanzi sono fondati sull’intrigo , sull’inganno e sull’avventura;
-    La figura dell’intellettuale diventa pari a quella di un inetto.

Neorealismo e Primo Levi: tesina

 

NEOREALISMO LETTERATURA

La letteratura moraviana può essere divisa in quattro fasi. La prima rappresenta la fase del “realismo borghese”, che va dagli anni Trenta agli anni Quaranta, in cui l’autore concentra la sua attenzione sulla classe borghese. In questi anni vengono pubblicate alcune raccolte di racconti, come Sogni del pigro, La bella vita, Inverno di un malato. Nel 1941 pubblica La mascherata, considerata un’allegoria del fascismo, e nel 1944 esce Agostino, uno dei più gradi capolavori di Moravia. Nella seconda fase Moravia pubblica La romana e La ciociara, in cui emerge l’attenzione che pone l’autore sulle classi sociali meno abbienti. Nella terza fase, tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, Moravia ritorna alla fase del realismo borghese e pubblica il romanzo La noia. In questo periodo prevale la vena saggistica su quella narrativa; l’autore raccoglie i suoi saggi più significativi nella raccolta L’uomo come fine.