Alfred Marshall: vita, opere, pensiero

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Approfondimento sull'economista inglese: inquadramento storico, scopo e metodo d'analisi, la teoria del valore, categorie concettuali e strumenti analitici (13 pagine formato doc)

Nella storia delle teorie economiche Alfred Marshall rappresenta un passaggio obbligato e molto significativo fra la scuola classica inglese e il pensiero contemporaneo.
La valutazione e la collocazione dell'opera di Marshall è cambiata col tempo:da continuatore dei classici a marginalista di tipo particolare,a fondatore del modo moderno di fare analisi economica. La critica più recente tende a mettere in risalto la distanza che separa Marshall dai maggiori marginalisti della sua epoca.
Il tratto dominante del suo programma di ricerca è essenzialmente l'esplorazione attenta della fenomenologia reale del capitalismo contemporaneo. Rilevantissima è stata l'influenza di Marshall sulle successive generazioni di economisti:i suoi Principi costituirono per anni il testo di base più diffuso,oltre che il modello per molti manuali scolastici ed universitari;gli strumenti e i metodi di analisi marshalliani,divenuti ormai abituali,fanno parte del patrimonio culturale di ogni studioso di economia politica.

Inquadramento storico
Alla morte di John Stuart Mill il panorama inglese di economia politica si presentava diviso fra la tradizione(l'attaccamento ai classici,Smith, Ricardo, lo stesso J.S.Mill)e la novità apparsa con la Theory di Jevons (1871) e i contemporanei Grudsatze di Menger.
Quello che verrà poi chiamato "marginalismo" trovava difficoltà ad imporsi sia per la resistenza dell'ambiente accademico sia per il carattere eccessivamente astratto e matematico della formulazione.

Inoltre la prematura morte di Jevons (1882) aveva impedito che egli fondasse una scuola originale ed autonoma.
Il livello medio del pensiero britannico si era abbassato e il primato andava in questi anni(1870-1880)alla scuola di Vienna (Menger)e al nascente polo di Losanna (Walras).

Lo studioso che ebbe il compito di risollevare il tono dell'economia politica britannica fu proprio Alfred Marshall il quale,dopo un intenso ventennio dedicato a studi minori,pubblicò nel 1890 i Principles of Economics.
L'impegno di Marshall andò oltre il proposito di rinfocolare l'ambiente di Cambridge, egli infatti si prefisse l'obiettivo di costituire un luogo per un'approfondita formazione teorica degli economisti,e fondò la "scuola di Cambridge" che sarà destinata ad estendere la sua importanza,molto oltre la morte del maestro fin dopo la metà del nostro secolo. La cultura britannica favoriva il sorgere di un indirizzo che sapesse conciliare l'impostazione astratta e la realtà concreta,e che tenesse conto sia del filone ricardiano sia delle novità marginaliste.