Che rumore fa la felicità: tesina maturità

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Che rumore fa la felicità, tesina multidisciplinare sulla felicità che si collega con i seguenti autori: Leopardi, Montale, Neil, Schopenhauer, Wordsworth e Seneca (34 pagine formato pdf)

CHE RUMORE FA LA FELICITA': TESINA MATURITA'

Felicità, utopia o realtà? Che rumore fa la Felicità?
Indice:
Premessa
Giacomo Leopardi
Eugenio Montale
Alexander Neill
Arthur Schopenhauer
William Wordsworth
Seneca
Curiosità sulla felicità

Tesina maturità sulla ricerca della felicità

TESINA MULTIDISCIPLINARE SULLA FELICITA'

Come argomento per la tesina di maturità, ho deciso di presentare la Felicità. Credo che la felicità (secondo il mio modesto parere) sia una delle condizioni della vita più astratte, e misteriose, ma nello stesso momento una delle più ricercate, desiderate. In molti si pongono la domanda, se la Felicità sia reale o meno, oppure che cosa sia questo sentimento che porta l‟ uomo a sorridere, a essere spensierato, e a non pensare ai problemi della sua esistenza. Io me lo chiedo continuamente.. Infatti questa tesina ha luogo da una domanda personale, che mi assilla constante; non è mia intenzione rendere questa premessa un “diario segreto” dei miei pensieri intimi e personali, ma ho il desiderio di conoscere realmente la Felicità, e definirla, per quanto è possibile. La gente si lamenta continuamente perché non è mai felice, e raramente mi imbatto in qualcuno che è felice, da sempre. Non conosco (io compresa) persone che hanno catturato la Felicità.

Tesina maturità sulla felicità

MONTALE E LA FELICITA'

Eppure se ne fa esperienza, la si ha vicino qualche volta, ma non la si possiede mai completamente . Il mio obbiettivo è liberarmi da questa concezione, e liberare anche le persone da questa visione negativa della vita. Attraverso il pensiero dei più importanti poeti, filosofi e intellettuali, voglio conoscere la felicità, e considerare essa come qualcosa di durevole e stabile, e non come qualcosa di leggero e indefinibile. Perché si pensa che solo il dolore, la sofferenza siano reali? Forse perché non li dimentichiamo facilmente, forse perché si percepiscono maggiormente, o semplicemente perché è più facile per l‟ uomo disperarsi e soffrire, piuttosto che essere felice. La Felicità richiede responsabilità, cosa che non appartiene alla tristezza. L‟uomo si abbandona all‟ infelicità, ma non alla felicità. Teme sempre che questa svanisca, e non riesce a essere responsabile nei confronti di essa, ovvero, non riesce a sostenerla. Dunque, perché l‟uomo non teme lo svanire del dolore? Perché l‟uomo crede che il dolore non possa cessare, e la felicità si? Perché l‟uomo considera il dolore concreto, e la felicità astratta?
Intendo rispondere a questi interrogativi, analizzando pensieri contrapposti: coloro che non credono nella felicità e colore che non solo ci credono, ma la vedono e la realizzano costantemente. Spesso si arriva alla conclusione che la felicità non sia qualcosa di oggettivo, poiché ognuno la prova in momenti e situazioni differenti.

Felicità: tesina di maturità

LEOPARDI E LA FELICITA'

Eppure esiste una definizione oggettiva di colui che è felice; per esempio nel vocabolario della lingua italiana Treccani: felice felice agg. [lat. felix -Ä«cis, dalla stessa radice di fecundus, quindi propr. «fertile»]. – 1. Che si sente pienamente soddisfatto nei proprî desiderî, che ha lo spirito sereno, non turbato da dolori o preoccupazioni e gode di questo suo stato. L‟ uomo felice è colui che non prova dolore, colui che realizza i propri desideri e sogni. Perciò l‟ esistenza dell‟ uomo può essere sempre felice? Analizzando questa definizione forse no, poiché il dolore fa sempre parte della sua vita.
Gli autori che comprende questa tesina sono: il poeta romantico Giacomo Leopardi, che non riconosce la felicità come qualcosa di concreto ma di puramente astratto, quasi inesistente, così come lo stesso filosofo esistenzialista Schopenauer, che vede nella felicità solo un momento di assenza di dolore. Invece vi sono coloro che credono in questo sentimento come il poeta del „900 Eugenio Montale, il pedagogista Neill o il poeta romantico inglese William Wordsworth che vede il connubio tra l‟uomo e la natura come ciò che unicamente genera felicità e benessere. Infine il filosofo stoico Seneca che afferma che la felicità risiede nella ragione. Forse la felicità non si trova negli oggetti, nelle persone, nel mondo e nella realtà esterna, ma nel mondo interiore di ciascuno di noi. L‟ unica fatica che dovrebbe fare l‟ uomo è riconoscerla.